Clonazione

Dott. Enzo Iasevoli

Definizione, tecnica, problemi etici, vie, orientamenti.

Definizione: per clonazione s’intende una forma di riproduzione non mediata da accoppiamento sessuale. Il termine clone deriva dal greco c l w n che indicava il ramoscello con cui si poteva ottenere la propagazione, per talea, di piante tutte uguali a quella originale. Molto frequente in natura tra gli organismi inferiori, si manifesta anche tra quelli superiori, uomo compreso, con la nascita di gemelli omozigoti.

Ma scalpore, stupore e timore ha suscitato la clonazione ottenuta artificialmente in laboratorio su organismi superiori quali topolini, ed ovini, come nel caso recentissimo della pecora Dolly.

La tecnica utilizzata è quella del trasferimento nucleare e precisamente:

  1. Si preleva una cellula somatica matura della ghiandola mammaria di una pecora di particolare pregio;
  2. Ad essa si toglie il nucleo (sede di tutta l’informazione genetica e cioè di tutto il piano di costruzione della pecora);
  3. Si trasferisce questo nucleo in una cellula uovo, opportunamente stimolata per la suddivisione, fornita da una pecora qualsiasi, alla quale (cellula) è stato preventivamente tolto il proprio nucleo;
  4. La cellula uovo, con nucleo non proprio, ma della cellula mammaria, fa ripartire il corredo cromosomico di quest’ultima dando luogo all’embrione.
  5. Questo, sviluppatosi nello stadio iniziale in provetta, viene poi impiantato nell’utero di una pecora portatrice, che darà alla luce una pecora perfettamente uguale a quella che ha fornito la cellula mammaria. In realtà la identicità non è al cento per cento in quanto l’ereditarietà, oltre che ai geni a sede nucleare, è legata, sia pure in piccolissima parte, anche a quelli aventi sede nei mitocondri citoplasmatici e, quindi, Dolly ha ereditato anche dalla pecora che ha fornito la cellula uovo; (enucleata ma contenente ancora il citoplasma).

     

Questa tecnica di riproduzione asessuata ha una valenza scientifica notevolissima, in quanto ha dimostrato che, contrariamente a quanto si riteneva prima, una cellula, anche se già differenziata verso un tipo particolare di tessuto, può compiere il cammino a ritroso verso lo sdifferenziamento, cioè può tornare ad essere una cellula totipotente, come nelle primissime fasi dello sviluppo embrionario. In altre parole, una cellula ormai differenziata come cellula renale, può perdere questa caratteristica e dare origine a cellule di vario tipo, come cellule nervose o muscolari. Dal punto di vista pratico, essa, qualora i successivi progressi tecnici dovessero renderla applicabile anche ad altri animali, potrebbe apportare all’uomo grossi vantaggi nel campo della zootecnia, sia per la produzione di animali selezionati o di razza pregiata, sia come metodo alternativo e più economico per la produzione di animali transgenici.

Come già accennato, per animale transgenico si intende un animale nel cui corredo genetico è stato inserito il gene di un altro animale o, addirittura, un gene umano allo scopo di fargli acquisire capacità particolari utili all’uomo. Questo processo, però, dato il suo alto costo, è necessariamente di numero limitato; inconveniente che potrebbe essere ovviato con la clonazione del primo animale transgenico prodotto.

Problemi etici: Secondo i moralisti non vi sarebbe nulla di eticamente illecito nella clonazione applicata agli animali.

Il vero problema etico é sorto nel momento in cui l'affinamento delle ricerche ha reso possibile la clonazione di cellule, tessuti ed organi umani, (clonazione terapeutica), preludio possibile a quella dell'uomo intero (clonazione riproduttiva o replicativa).

Vie per la clonazione terapeutica:

1) prima via: da un embrione al quinto- sesto giorno ed allo stadio di otto-sedici cellule, si preleva una cellula, (detta blastomero, ancora indifferenziata, e, pertanto, capace di dar luogo a qualsiasi tipo di cellule e di tessuto), e la si fa differenziare verso la cellula o il tessuto desiderato. Si possono utilizzare embrioni congelati esistenti nei centri di fertilizzazione, e destinati, nella maggior parte dei casi, alla distruzione, superato il tempo massimo di vitalità, (tesi americana), oppure anche embrioni creati ex novo con la fertilizzazione in vitro ( tesi inglese).

2) seconda via: si crea l'embrione con clonazione asessuata, inserendo il patrimonio genetico di un individuo in una cellula uovo privata del suo nucleo e si procede come sopra esposto.(E' la tecnica utilizzata per Dolly)

Questa tecnica é stata definita dalla commissione di esperti nominata dal ministro Veronesi tecnica del TNSA (Transfer Nuclear Staminal Autologhe). Una variante é quella detta "uomo-animale", ovverosia, nucleo umano inserito in ovocita di animale. A parte le considerazioni etiche, questa via é poco percorribile in quanto le cellule si riproducono molto lentamente.

3)Terza via. Si fa ricorso alle cosiddette cellule staminali ( cellule totipotenti e, come tali, capaci di dar luogo a qualsiasi tipo di cellule o tessuto) rinvenibili in organi e nel midollo osso dell'adulto, ma specialmente nel sangue placentare e del cordone ombelicale.

4) Probabile quarta via: é recentissima la scoperta, accidentale perché dovuta ad un errore di procedura, di linfociti (globuli bianchi) che in presenza di determinati anticorpi ritornerebbero allo stato di cellule indifferenziate.

Fattibilità: le prime due vie sono più percorribili, perché si conoscono già in gran parte i meccanismi della differenziazione delle cellule embrionali, mentre sono appena allo stato iniziale quelli sulle cellule staminali.

Orientamento del mondo scientifico:

Unanime é il pronunciamento negativo, per la clonazione replicativa; Qualora un domani dovesse esserne possibile la realizzazione, si ritiene che potrebbe essere consentita solo nel seguente caso: due coniugi sono portatori sani di una malattia ereditaria legata ad un gene recessivo, per cui si ha una possibilità su quattro di generare un figlio affetto dalla malattia conclamata. In questo caso la clonazione mediante trasferimento del nucleo di una cellula del padre nell’ovocita denucleato della madre darebbe la certezza di generare un figlio portatore del gene recessivo, ma clinicamente sano.

Su quella a scopo terapeutico, invece il mondo scientifico e culturale si é diviso in due fronti diametralmente opposti; favorevole, quello laico, che ritiene l'embrione "persona" solo dal 14° giorno, per i vantaggi che tale tecnica può apportare alla medicina ed alla salute dell'intera umanità; Antesignani di tale orientamento sono stati il Governo Americano e quello Inglese, sia pure su posizioni leggermente diverse, come di anzi esposto ;recentemente il parlamento Inglese ha ratificato l'orientamento del Governo, analogamente a quanto si apprestano a fare i Governi Francese e Tedesco. Nettamente contrario all'uso degli embrioni, perché ritenuti "persona" fin dal primo momento, invece, il mondo culturale e scientifico di orientamento cattolico, che, però, si é dichiarato favorevole a che le ricerche siano indirizzate alla cellule staminali, la cosiddetta terza via. Recentissimo il pronunciamento in tal senso del Papa al congresso mondiale sui trapianti. Recentemente, settembre 2000, il Consiglio D'Europa, si é pronunciato contro qualsiasi forma di clonazione umana invitando i Governi dei Paesi Comunitari a legiferare in tal senso. La via del TNSA, se facilmente percorribile, sarebbe la più idonea in quanto eluderebbe il problema etico delle cellule embrionarie perché non può essere considerato embrione quanto deriva da una replicazione asessuata, ed eviterebbe anche il grave problema del rigetto, trattandosi di cellule autologhe provenienti, cioè, dallo stesso individuo e quindi con lo stesso patrimonio genetico.

Siamo, per fortuna, ancora nel mondo della fantascienza.

Comunque l’uomo che, in un delirio di onnipotenza e di immortalità, dovesse desiderare di clonare sé stesso, rimarrebbe fortemente deluso, perché già venticinque anni orsono il bio-filosofo Leo Klass, poneva nel suo libro "Nuova biologia e vecchia morale" la domanda: "Che cosa fa di un uomo un uomo? La circostanza del suo concepimento o quella della sua vita?; chi ci garantisce che il perfetto clone di un pugile possa decidere di indossare i guantoni, anziché suonare il violino? Un genitore che clonasse se stesso ha almeno il cinquanta per cento di probabilità di rimanere deluso".

Questo perché, la formazione di un individuo persona, è frutto non solo del patrimonio genetico, ma dell'interazione tra esso e l'ambiente, tra esso e la cultura, tra esso e l'educazione, tra predeterminazione e libera scelta.